Booking.com corre ai ripari…ma non basta, furbetto! – LA FINE DELLA PARITY-RATE

Un vecchio adagio cinese dice che dire una mezza verità equivale a dire una bugia.

Se sia vero oppure no, non lo so e da parte mia a volte capita di dirne qualcuna di mezza verità. Ma non quando si tratta di cose pubbliche, che riguardano tutti e soprattutto quando ci sono di mezzo un sacco di soldi di chi lavora.

Il punto è sempre quello: la parity rate.

Come vi avevo comunicato nei precedenti articoli, dal 1° Marzo la maledetta clausola della parity-rate è andata a farsi friggere in gran parte del pianeta. E’ rimasta qualche piccola realtà ancora attiva in America Centrale, ma poco conta. Quello che davvero importa è che da oggi sul mio sito posso vendere le camere al prezzo che voglio e soprattutto, ad un prezzo inferiore rispetto a quello delle OLTA o OTA che dir si voglia (le Agenzie di Viaggi online).

HRS è stata la prima vittima e orgogliosamente, da buona tedesca, ha cambiato le regole e si è adattata alla nuova modalità di vendita senza parity-rate. Hanno mandato una bella comunicazione a tutte le strutture, dicendo che la parity-rate era fritta e rifritta. Inoltre è scritto proprio bene anche nel loro sito internet (nel pannello di gestione di ogni struttura) che la parity-rate ha cessato di esistere. Ovviamente puoi aderire a programmi speciali come quello della Best rate guarantee, che ti da la miglior visibilità, ma ti obbliga (se vuoi aderire) ad offire su HRS la tariffa scontata almeno del 10% rispetto a tutti gli altri portali. Bene, se mi va aderisco, altrimenti no e vendo le camere sul mio sito al prezzo che voglio. Questo modo di procedere è lodevole e merita rispetto.

Ben altra strategia ha utilizzato Booking.

Against OTA

Against OTA

Office_of_fair_Trading Nel file allegato che potete scaricare (click su OFFICE OF FAIR TRADING), inviamo la lettera che Booking.com ha inviato a tutte le strutture. La mettiamo in italiano visto che i nostri lettori sono principalmente italiani, ma la potete trovare in tutte le lingue del mondo.

Non voglio stare qui a commentarla tutta, soprattutto per rispetto a voi che ne capite più di me. Tuttavia vorrei sottolineare alcune cose che mi hanno un pò infastidito:

  1. Non si tratta di un accordo, ma di un‘inchiesta che l’Office of Fair Trading ha aperto nei confronti delle OTA come Expedia, Booking, Hrs e compagnia bella.
  2. L’inchiesta non è stata aperta contro gli alberghi, ma solo contro le OTA.
  3. Ringraziamo il nostro amico Dorian Harris che ha sollevato la questione e l’ha portata alla luce dell’OFT che poi ha iniziato l’inchiesta. Potete trovare un’ottima analisi qui: HOTEL RATE PARITY
  4. L’inchiesta è stata aperta principalmente per verificare e analizzare il principio della parity-rate, in quanto viola la normali regole sulla concorrenza. E non per rilevare eventuali infrazioni come vuol farci crede Booking.com. Il soggetto dell’inchiesta non era Booking.com, ma la parity-rate.
  5. Booking parla di accordi presi: in realtà si tratta di una sorta di legge stabilita dall’OFT per essere una OTA. O così, oppure a casa.
  6. Il primo punto è meraviglioso: “1. Potete continuare a stabilire i vostri prezzi di vendita in autonomia su tutte le OTA.” Questo significa di per sè che le tariffe le decido io in base alle OTA. Quindi posso caricare una tariffa di € 100.00 su HRS, di € 95.00 su Booking e perchè no, € 200.00 su Expedia. Quindi il principio di parity-rate ci ha già lasciati.
  7. Ma il punto cruciale è questo: “3. Le OTA possono continuare a richiedere la parità tariffaria ai loro partner commerciali, ma l’obbligo della parità non si applica ai prezzi destinati o offerti a un gruppo esclusivo di utenti.” Ora, chi sono gli utenti di un gruppo esclusivo? E’ questa la domanda. A giudizio dell’OFT gli utenti di un gruppo esclusivo, sono tutti quegli utenti che tramite qualsiasi mezzo di informazione (passaparola, internet, giornali, radio, tv….) accedono ad un contenuto ben preciso, come il sito internet ufficiale della struttura. Il sito ufficiale della struttura di fatto contiene (o meglio, RENDE) quel gruppo, esclusivo; utenti che hanno avuto la brillante idea di andare a vedere il sito di quell’hotel e magari si sono iscritti alla newsletter o hanno semplicemente inviato una mail diretta all’hotel. In questo modo, cioè non appena un utente entra nel mio sito, ecco che diventa per me esclusivo e posso proporgli la miglior tariffa che ci sia in circolazione. Ecco fatto: addio parity-rate.
  8. E poi, siccome non si può proprio mentire così spudoratamente, aggiungono: “Questo significa che non abbiamo il diritto di chiedere la parità tariffaria sui prezzi offerti a un gruppo esclusivo di utenti, ammesso che tali prezzi non siano direttamente o indirettamente resi pubblicamente disponibili da voi o da qualsiasi nostro concorrente diretto o indiretto (che sia esso un sito web, un (meta)motore di ricerca, un sito di comparazione prezzi o altro). A scanso di ogni dubbio: abbiamo il diritto alla parità tariffaria nel caso in cui la tariffa offerta al gruppo esclusivo di utenti sia, direttamente o indirettamente, disponibile pubblicamente o resa tale da voi o da un concorrente” . Oddio, muoio dal ridere! Avete capito? “Da qualsiasi nostro concorrente“. Quindi la parity-rate esiste esclusivamente per le OTA e quindi la tariffa di € 100.00 ad esempio dovrà essere la stessa su Venere, su Expedia, su HRS, su InItalia, su Booking, su Hotel.de eccetera eccetera eccetera, ma non sul nostro sito.
  9. Decisamente vigliacca l’aggiunta del “da voi”, perchè questo lo hanno aggiunto loro e la parity-rate è riferita a OTA e portali di comparazione prezzi come Trivago, Kayak eccetera.

Cara Gillian, noi ti volgiamo bene, ma questa volta invece che arrampicarsi sugli specchi e interpretare una disposizione scaturita da un’indagine in piena regola, forse era meglio dire semplicemente:

E’ CON GRANDE DOLORE CHE DIAMO IL TRISTE ANNUNCIO DELLA DIPARTITA DELLA NOSTRA CARA E AMATA AMICA PARITY. SI’, LA PARITY CI HA LASCIATI. NON PIU’ SOLDI A PALATE MA OPERE DI DISINTERMEDIAZIONE.

Applausi. Grazie!

Sempre Vostro Guest Advisor

7 pensieri su “Booking.com corre ai ripari…ma non basta, furbetto! – LA FINE DELLA PARITY-RATE

  1. Salve,

    io ho letto le condizioni per l’iscrizione a booking e la parity è rimasta, anche rispetto al sito e le applicazioni della struttura stessa.

    • Ciao. Grazie per la domanda.
      La parity rate è ancora materia di discussione, ma se leggi nell’articolo, booking.com ha inviato una lettera in cui è consentito applicare tariffe più vantaggiose ad una cerchia di clienti (così come fanno loro): unica condizione è che siano appartenenti ad una categoria speciale. Che potrebbe essere “”clienti che visitano il mio sito direttamente”. Questo implica che te sul tuo sito puoi applicare tariffe più vantaggiose, così come stanno facendo tutti gli alberghi di questo mondo.
      Booking, forte del suo dominio in questo settore (è il leader), non controlla le parità tariffarie con il tuo sito. Non controlla nemmeno se i suoi concorrenti (expedia, hrs, hotel.de……) vendono la stessa struttura a tariffe più basse. Gli unici che controllano sono i minori, quelli che arrancano e cercano di contrastare il dominio di booking. E queste ultime OTA non controllano la parità tariffaria sul tuo sito (non possono dirti niente), ma controllano solo la parity-rate tra le OTA.
      Poi, se vuoi un consiglio, dai un’occhiata se le strutture che sono su booking hanno le stesse tariffe anche sul sito ufficiale: non ce n’è nessuna, a meno che non vogliano non ricevere prenotazioni dirette a costo commissione zero.
      Grazie e buon lavoro.

    • Ciao abcsocial.
      Interessante la tua riflessione.
      Grazie. Di fatto ad oggi non esiste una fine “ufficiale” della parity rate, ma tra inchieste e uso comune, nessuno la considera più.
      Il dramma è questo a cui tutti siamo chiamati a rispondere: perchè un utente preferisce spendere di più per lo stesso hotel prenotandolo su expedia per esempio, invece che risparmiare prenotandolo sul sito ufficiale?
      Grazie per il tuo intervento.

      Guest Advisor

  2. Complimenti , ho scoperto questo sito perché ero alla ricerca commenti o informazioni di chi come noi è convinto che Booking.com opera anche politiche di taglio o livellamento degli Hotel nascondendo o all’ opposto ” pompando giudizi , per far si che le gallline diano tutte lo stesso numero di uova . Seguirà poi un approfondimento più tecnico .

    • Ciao Fabio.
      Grazie per l’interesse. A breve uscirà un articolo sull’andamento delle OTA per il 2014. Da non credere….
      Fammi sapere se scopri qualcosa di interessante su Booking.com.

      Un caro saluto e buon fine stagione.
      G.A.

  3. Grazie per avermi risposto. Era da tanto tempo che cercavo un sito come quello che da Lei creato .
    Ho subito compreso che dietro c’ era una persona che sa di Albergo , uno della “strada “ nel senso più romantico del tempo . Io non sono proprietario di nulla , però ho iniziato lavando la piscina di un Grand Hotel . La chiamano la piramide. Veramente non sono arrivato da nessuna parte se non un aumento costante dell’etica professionale e il rispetto del cliente , il mio migliore amico .
    All’inizio il suo sito non mi attraeva , non mi interessa il libro nero dei clienti , ma colpire Booking.com questo si , mi esalta .
    Siamo primi nel ranking di 82 Hotel e per ranni vendevamo solo noi , con le nostre 40 camere , colazione al top e forti di un punteggio di 9,2 e ben 240 giudizi ( da 800 ) vendevamo solo noi e questo non va bene per gli spietati Americani . Così invece di aiutarci ad incrementare e premiare le capacità , che fanno , creano strategie per colmare il divario con gli altri concorrenti . Nel clou dell’estate quando uno è molto preso loro non ci inviano più reviews , così di punto in bianco . Non c’è un disegno preciso , vanno a casaccio e spediscono il questionario solo per il portale . Così anche per 60 giorni .
    Più protestiamo e più il muro di gomma ci respinge . I clienti ci scrivono di aver votato e i giudizi spariscono .
    Quando decidono che una struttura va fermata applicano questo elementare sistema , non ti fanno crescere con il numero dei voti , il potenziale cliente non legge valutazioni “ fresche “ , invece chi paga di più cresce .
    I grandi divari si restringono , da -120 ti portano a -50 da -80 a – 30 ecc.ecc. Poi ti sostengono su quella media di voto , con una matematica perfetta . Perdi un 8 arriva un 8 , un 9,2 arriva un 9,2 ecc.ecc. Qualche volta è così preciso il sistema che ci spaventiamo . Sappiamo sempre che voto ci arriverà . Per loro è tutto matematica , solo matematica .
    Anche per noi però è anche matematica
    Esempio : Luglio 2014 , 80 CAMERE VENDUTE all’ improvviso il 15 Luglio ci arrivano 3 reviews tutte insieme !!!
    Dal 16 Luglio Blocco Totale , su 40 partenze , zero giudizi !
    Il 23 Luglio ci arriva 1 giudizio di una cliente che aveva soggiornato il 25 Giugno !!!
    Quindi 1 solo giudizio
    Ancora blocco totale fino al 1 Agosto 2014
    Poi ancora con il contagocce 1 giudizio a Settimana nel mese di Agosto che siamo stati strapieni !!!
    In sintesi non può fare le uova solo una gallina .
    Se il fatturato della zona è prodotto dal 70 % dalla nostra struttura , loro faranno in modo che questo aumenti livellando l’Hotel leader e incrementando gli atri partner .
    Da 14 mesi ho ingaggiato un duello personale con Booking.com e dalle mie provocazioni ho potuto cogliere tanti aspetti nelle risposte e meglio ancora dai loro silenzi .
    Gli account Manager .
    Vengono assunti anche coloro che non sono elementi già formati in Azienda
    Il loro incarico dura poco 3/6 mesi
    Qualcuno l’ho ritrovato anche al telefono . Gli fanno fare una carriera al contrario .
    Prima voli , poi cadi .
    L’Acc Man. Ha il dovere di aumentare il fatturato nel territorio che gli è stato affidato . Più mi porti fatturato e più guadagni .
    E’ giusto , non lo contesto .
    Metodi
    Proposte agli Hotel che barcollano :
    Se mi dai il 30% ti cancello tutte le recensioni ( quando fanno veramente pietà ) e senza aspettare i famosi 14 mesi ti ridò una verginità .
    Poi sai che faccio ? Ti pubblico tutti i voti che ricevi e magari anche qualcosa in più .
    E’ stupefacente vedere che all’improvviso , la concorrenza che ha patteggiato con l’account manager ad un certo punto inizia a ricevere anche tre voti al giorno !
    Lo stesso “hotel miracolato “ viene messo nella nostra pagina e mentre uno ci sta comperando , sotto si legge :
    “Hotel Tal dei Tali se compri qui spendi meno “ e vicino il nome del miracolato
    Devono portare a correre anche chi zoppica
    Lo comprendo è anche giusto .
    Ma non è giusto negare e manipolare e spesso occultare un servizio a chi lavora e che le commissioni le paga per questa vetrina che dovrebbe rispecchiare i valori reali .
    Posso farle avere in seguito tante prove . Ora però abbiamo deciso che è venuto il momento di ribellarci .
    Certo su 537.758 strutture nel mondo siamo un granello , però questo granello andrà a togliere il fatturato degli anni passati , Booking. Riceverà solo briciole . Granello = briciole
    Che soddisfazione !
    Attenzione però , Booking. Com deve vivere , perché ad oggi è l’unico portale veritiero con le reviews ! Noi lavoriamo tanto grazie al veritiero punteggio .

    GRAZIE !!!!
    Buon lavoro e ancora complimenti .
    Fabio Sebastiani .
    [email protected]

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